giovedì 7 ottobre 2010

lunedì 8 marzo 2010

"NON PIANGERE COGLIONE" romanzo di Amedeo Romeo

“Indossava un abito di cotone giallo senza maniche, con un’ampia scollatura sulla schiena. Era a piedi nudi. Il viso, dalla carnagione chiara, era solcato da piccole rughe; sotto gli occhi aveva profonde borse grigiastre. Era bellissima. Ed era incinta. Non c’era niente da fare, la invidiavo.Volevo essere lei. Essere madre.”

Martedì 30 marzo, ore 18.00.
Fnac
Via Torino – Milano

Alessandra Tedesco
presenta
NON PIANGERE COGLIONE
di Amedeo Romeo

Alessandra Tedesco storica voce di Radio24 introduce Amedeo Romeo, Non piangere coglione.
Romeo racconta la storia di Andrea Morini, affascinato dalla maternità ma con il terrore di diventare padre. Il corpo delle donne incinte lo attrae al punto che il solo profumo della crema contro le smagliature risveglia in lui un universo erotico. Quando incontra Lena, alla trentasettesima settimana di gravidanza, confuso nella contemplazione della maternità, si scopre a desiderare di essere madre, di portare in grembo una nuova vita. Avanti e indietro tra Genova e Milano o immobile su una sedia di metallo in una cucina vuota, Andrea si perde in balìa della sua ossessione. Con Non piangere coglione – citazione dalla canzone di Paolo Conte Una faccia in prestito – Amedeo Romeo prova a rispondere a una delle domande più importanti del nostro tempo: che cosa significa, oggi, volere un figlio? Non piangere coglione, ridi e vai…

Amedeo Romeo è nato a Milano nel 1970 e ha due figli, è autore e regista teatrale, traduttore dall’inglese e autore di libri per bambini e ragazzi. Non piangere coglione è il suo primo romanzo.

Isbn edizioni
176 pagine / 13 euro
In libreria dall' 11 marzo
ISBN 978887638163

giovedì 25 febbraio 2010

LA MASCHERATA DELLA MORTE ROSSA

Seminario Residenziale di Recitazione
2, 3, 4 (e 5) aprile 2010

La mascherata della morte rossa
ovvero per un Decameron moderno

Tenuto da Paolo Trotti e Amedeo Romeo

Da lungo tempo, la “Morte Rossa” devastava la regione (..). Il sangue era il suo annuncio e il suo suggello, il rosso orrore del sangue (..). Ma il Principe Prospero era felice, indomabile e sagace (..). Convocò alla sua presenza amici sani e spensierati scelti tra i cavalieri e le dame della sua corte e con loro si ritirò nel profondo isolamento di una delle sue abbazie fortificate. (..) Fu verso la fine del quinto o sesto mese di isolamento che il Principe Prospero intrattenne i suoi amici con un ballo in maschera della più inusitata magnificenza.
Fu una scena voluttuosa, quella mascherata.
“Non potrei dire se oltre a me ci fossero ancora tre, dieci o mille coppie, se l'abbia viste o no, se sia stata di quell'uomo soltanto o anche di altri.”

Il seminario, attraverso un gioco di ruolo e lo studio del personaggio andrà a costruire un tableux vivant sulla rappresentazione dell' “illogica allegria” che nei momenti di paura allevia l'animo umano. Non a caso la parola divertimento significa divergere dall'idea fissa della morte.
Attraverso un percorso che inizia con l'arrivo nella cascina isolata tra le colline del Monferrato e culmina nell'ultima cena finale, gli attori avranno modo di lavorare sulla costruzione del personaggio, sulla costruzione della situazione e su tecniche di improvvisazione.

Per informazioni:
info@linguaggicreativi.it

mercoledì 24 febbraio 2010

La merenda dei generali


Boris Vian è morto da cinquant'anni, ma i suoi romanzi, le poesie, le canzoni e i testi teatrali sembrano scritti per parlarci del nostro presente. Anzi, la sensazione è che oggi manchi proprio una voce anarchica e indipendente come quella di Vian, capace di scagliarsi contro la stupidità di tutte le guerre, senza alcuna concessione.

Generali a Merenda è un testo esilarante e profondo, una critica feroce al militarismo e al potere in generale, ancora più attuale in un momento storico in cui le guerre si continuano a combattere travestite con altri nomi.
Un gruppo di generali-marionette e di politici viziati si ritrova a far merenda a casa del protagonista, tra una fetta di torta e una limonata si programmano stermini, catastrofi e soluzioni finali.

Loretta Strong, ovvero Mai andare a cena con un plutoniano



Loretta Strong è un grottesco e allucinante monologo del disegnatore argentino Raúl da Monte, in arte Copi. La giornata stralunata di una figura dall'identità sessuale incerta alle prese con un inatteso viaggio nello spazio, tra alieni ricoperti d'oro, plutoniani innamorati e topi assatanati. Un testo ironico, duro, grottesco, allo stesso tempo violento e delicato, cui presteranno voce dieci attori, non importa se uomini o donne, in viaggio anche loro nello spazio alla disperata ricerca della felicità, dell'amore o di chissà cos'altro.
Un gioco di travestimento e mimesi, un'occasione per scavare, ricercare, generare, partorire, l'anima nera e inquieta con cui tutti conviviamo, che ci rosicchia da dentro, topolino famelico e insaziabile di vita come i personaggi di Copi.

lunedì 1 febbraio 2010

A proposito di matrimoni


Ecco che debutta il primo dei laboratori Autunno-Inverno di linguaggicreativi.

"A proposito di Matrimoni", tre atti unici di Cechov che hanno per tema il matrimonio: L’orso, La domanda di matrimonio e Le nozze. Piccoli gioielli di teatro brillante, con un ritmo incalzante e una grande energia.
I personaggi, pur nella brevità sono ben caratterizzati e tratteggiati con perizia e vividezza; sono piccole opere che rivelano già la qualità del grande drammaturgo. Come nei drammi successivi anche in questi “scherzi” Cechov mostra la vita così com’è: una farsa impenetrabile, una girandola di fanatismi e incomprensioni per gente mediocre e di cervello corto.


domenica 24 gennaio 2010

i laboratori primavera-estate

Sono aperte le iscrizioni ai
LABORATORI DI RECITAZIONE PRIMAVERA-ESTATE DI LINGUAGGICREATIVI
Da Marzo a fine Giugno

SEDE VIA CEZANNE AL 3, Milano (MM2 Romolo e Pta. Genova, Tram 2, Autobus 47)

Numero limitato di iscritti
Assicurazione per ogni iscritto
Budget previsto per ogni produzione
Ampia possibilità di parcheggio
costo 600€ rateizzabili
sconto del 10% per chi si iscrive entro il L'8 FEBBRAIO

PER LA COSTRUZIONE DI UNO SPETTACOLO

Il progetto laboratorio ha come principale obiettivo quello di accompagnare gli allievi in un percorso di apprendistato dell'arte/mestiere dell'attore: si creerà un gruppo strutturato secondo le modalità di lavoro di una compagnia. Senza tralasciare o dimenticare l'aspetto pedagogico di completamento della formazione, ogni laboratorio avrà come fine la preparazione e la messa in scena di uno spettacolo.


Martedì, ore 20.30-23.30 (prima prova: 2 MARZO 2010)

IL CODICE DI PERELÀ: scherzo tragicomico per molte attrici, pochi attori e un ideale.
Regia di Amedeo Romeo

Il signor Perelà è un uomo fatto di fumo, impalpabile, leggero, indecifrabile, gira per il mondo indossando solo un magnifico paio di stivali, rivolgendosi a tutti con semplicità e candore.
In questo suo viaggio, che lo condurrà fino alla corte del Re, Perelà diviene per chi lo incontra ciò che ciascuno vuole vedere in lui: amico, confidente, oggetto del desiderio, salvatore della patria e, infine, accusato di un terribile delitto, capro espiatorio.
Nel nostro spettacolo il signor Perelà però non c'è, o meglio, c'è ma non si vede. Sulla scena, invece, si muovono eleganti, melliflui e furiosi numerosi personaggi: belle donne, re, regine, cortigiani, saggi, eretici, viandanti e militari.
Il romanzo, scritto da Palazzeschi come un susseguirsi ininterrotto di dialoghi serratissimi, offre l'occasione per un lavoro approfondito sui molti personaggi e sul loro sviluppo emotivo; oltre che uno straordinario spunto di riflessione sulla natura effimera delle nostre più solide convinzioni.

Mercoledì ore 20-23 (prima prova 3 Marzo 2010)
LE PREZIOSE RIDICOLE
regia Maria Pia Pagliarecci

Il testo Le preziose ridicole è una commedia in un atto che prende in giro la moda dell’epoca di Molière chiamato preziosismo, un movimento culturale con una forte componente mondana e salottiera che si proponeva di creare un nuovo stile di vita, che desse spazio all’eleganza e al buon gusto. Molière con questo atto unico, per la prima volta nel teatro francese, introduce un tema di attualità con un forte taglio satirico. La sua parodia in realtà era diretta non tanto al preziosismo in sé, quanto alla sua goffa imitazione. Le due ragazzotte di provincia, Cathos e Madelon, una volta arrivate a Parigi, sono ansiose di appropriarsi degli atteggiamenti alla moda e più che ridicole sono patetiche e il tiro escogitato dagli spasimanti delusi è un’amara beffa goliardica. Molière, come tutti i grandi autori con i loro capolavori, è un’ottima palestra per mettersi alla prova con il comico e con un perfetto meccanismo teatrale. Inoltre il tema della “soggezione” e della sottomissione ai più svariati modelli che sono di volta in volta alla moda è sempre di grande attualità e ci divertiremo a individuare nella contemporaneità fenomeni equivalenti al “preziosismo”.

Giovedì ore 20-23 ( prima prova 4 marzo)
LA SAGA DEGLI UBU, OVVERO MATTI DA LEGARE
regia di Paolo Trotti

La saga degli Ubu è un divertimento sul tema della demenzialità del potere. Scritto e riscritto nel corso di tutta la sua vita da Jarry, i testi si rifanno alla tragedia greca e al dramma shakespeariano per irridere i potenti e la credulità del popolo. Madre Ubu e padre Ubu sono dei pagliacci ridicoli che si contornano di essere ridicoli mettendo spietatamente in scena la crudeltà dell'animo umano in tutte le sue forme. Il percorso di lavoro partirà una scelta dai testi Ubu Re, Ubu incatenato e Ubu sotto tiro per poi soffermarsi sugli istinti che producono ed inducono il riso che portato all'estremo diventano tragedia. Come pure la tragedia, portata al suo estremo diventa il ridicolo.

Per informazioni:
info@linguaggicreativi.it
www.linguaggicreativi.it