lunedì 14 dicembre 2009

Piazza Fontana, una storia d'amore. Dall'11 al 20 dicembre al Teatro Litta


In occasione del 40° anniversario della strage di Piazza Fontana

progetto: Paolo Trotti, Roberto Rampi, Marta Galli, Stefano Annoni

Testo di Paolo Trotti
con contributi di: Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Piero Colaprico, Eugenio Finardi, Letizia Russo
con: Stefano Annoni, Chiara Verzola
regia: Paolo Trotti
produzione: ArteVOX in collaborazione con Linguaggicreativi

dall’11 al 20 DICEMBRE 2009

TEATRO LITTA
C.so Magenta 32
Milano

Sala La Cavallerizza | da martedì a sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti: intero €12 - ridotto €9

info e prenotazioni: 02.864545454 – promozione@teatrolitta.it

“Piazza Fontana, una storia d’amore”
è la storia dell’amore contrastato tra un uomo e una donna che vivono a Milano nel 1969,
il racconto del loro amore nei cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba di Piazza Fontana.
È la storia della perdita dell’innocenza di una Città, di una generazione, di un intero Paese.


giovedì 3 dicembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Mostra di Edward Hopper, Palazzo Reale



I nostri laboratori teatrali

Sono partiti ad ottobre e debutteranno a febbraio.
Loretta Strong, ovvero mai andare a cena con un plutoniano, regia di Amedeo Romeo;
Atti unici di Cechov, regia di Maria Pia Pagliarecci;
Generali a merenda di Boris Vian, regia di Amedeo Romeo.




Ogni tanto ci imbuchiamo alle prove...


Nino non aver paura















Com'è girare un cortometraggio con una classe di 30 ragazzini di 12 anni?
Un'esperienza unica!
Un paio di mattine per conoscerli e fare un po' di training, un pomeriggio per dargli i ruoli e 3 giorni di riprese intensissimi. Non si sono mai lamentati, nonostante la fatica; contenti per chi avevamo scelto come protagonista, senza invidie, senza delusione. Uniti. Sempre disponibili a rifare un'inquadratura anche dieci volte. Educati. Propositivi: "Prof. perché non la facciamo così questa scena?" Spiritosi. Fantasiosi. Romantici. Multietnici. Ipertecnologici. Affiatati. Bisognosi di ascolto. Ragazzi con gli occhi vivi. Alla faccia di chi li vuole anime perse col cervello fritto già a quell'età. Merito non della Scuola che è un colabrodo (una Scuola che sopravvive), ma dei pochi insegnanti entusiasti che ci credono, che lavorano sul gruppo e sull'individuo, che non insegnano a ripetere, ma insegnano a pensare, a vivere, che non si sostituiscono alle madri ma sono sempre pronti ad incoraggiarli, questi ragazzi, a tirare fuori il meglio e a volte il peggio di loro, purchè tirino fuori!
Il nostro film sarà dedicato proprio a loro, ai bravi insegnanti.
Io nella mia vita ne ho conosciuti due, ora tre.
Ora ci stiamo dedicando al montaggiodel film, entro la fine del mese sul sito www.controilbullismovincitu.com pubblicheremo il corto "Nino non aver paura", fatto da noi ma soprattutto fatto di ragazzi e dai ragazzi, la 2° G della scuola Quintino di Vona.


lunedì 2 novembre 2009

BARONA LIVE





ps. per chi volesse l'intervista completa, l'audio è qui
puntata 03

venerdì 30 ottobre 2009

mercoledì 28 ottobre 2009

Visita al museo africano

Ieri siamo andati a trovare Pegas, un attore congolese, che quando non recita lavora al museo africano di Urgnano (BG). Pegas ci ha fatto fare il giro del museo.
Ve lo raccontiamo.
Lo spazio è molto grande e composto di diverse sale.
Ci sono dei laboratori, dove le scolaresche delle scuole elementari e medie, possono sperimentare, attraverso dei giochi di ruolo, la vita dei bambini africani nei villaggi. I bambini indossano i vestiti tradizionali e seguendo un percorso fatto di capanne e piccole botteghe, imparano i mestieri che svolgono i bimbi africani: aggiustano le ruote delle biciclette, zappano il giardino, portano il cibo e l'acqua nelle capanne, cercano cose utili nella discarica, raccolgono la frutta e la verdura, lucidano le scarpe...
In un'altra stanza, vivono i momenti di aggregazione nel villaggio. Pegas vestito da capovillaggio, gli insegna a suonare le percussioni.
Nel laboratorio di body painting, poi, colorano il loro corpo e lo decorano con i fiori, imparando che l'arte è fuggevole, si può e si deve cancellare, quando il suo utilizzo rituale è finito.
Infine, nel museo vero e proprio, i bambini guardano i manufatti, le statue, le maschere, i tessuti dell'arte africana e giocano a notare le differenze con l'arte occidentale.

E' un modo intelligente di avvicinare i ragazzini alle culture lontane.
Peccato che un museo del genere non ci sia anche a Milano.
Ecco il link al sito:

martedì 27 ottobre 2009

PERCHE' UN BLOG?

Qualcuno ci ha chiesto "Perchè avete aperto un blog? Non avete già troppe cose da fare?"
Rispondo: Abbiamo più cose da fare del tempo che abbiamo a disposizione nell'arco della giornata, è vero, però crediamo anche che rispondere alla domanda "Cos'è Linguaggicreativi?" attraverso il racconto di quello che facciamo e di come lo facciamo, sia più efficace degli slogan o degli enunciati.
Leggeteci, noi facciamo questo.

Simona
The President.



UORC IN PROGRESS

Ieri sera abbiamo cominciato il corso di scrittura creativa UORC IN PROGRESS. Si tratta di un corso avanzato che segue il corso base dell'anno scorso.
Il corso è tenuto da Paolo Trotti, regista e autore, nella sede di Linguaggicreativi dalle 20 alle 23.
Siamo un piccolo gruppo di scrittori che si raduna intorno ad un tavolo. Sul tavolo, quaderni, bloc notes, fogli volanti, penne, matite, il caro Hoffamn, un paio di bottiglie di vino e tarallini all'olio. Man mano che andremo avanti compariranno anche kebab, spaghetti, torte... perchè a noi piace così e ci sentiamo a casa. A differenza dell'anno scorso, quest'anno ognuno di noi lavorerà su un tema definito: "Il doppio ovvero la menzogna dell'apparenza o dell'apparire". Quando Paolo ce l'ha detto siamo rimasti a bocca aperta. "E' difficile!" abbiamo protestato. Ma poi ognuno di noi ha deciso di raccogliere la sfida, ognuno col linguaggio che preferisce: racconto, romanzo, poesie, sceneggiatura, installazione. Vedremo.
A gennaio inizieremo gli incontri mensili col pubblico per presentare il nostro work in progress, fino a giugno, quando presenteremo il lavoro finito.
Il corso naturalmente è aperto a nuovi partecipanti.
Per informazioni: info@linguaggicreativi.it

Simona

lunedì 26 ottobre 2009

SPETTACOLO "ALI' BUMAYE!"


Per gli appassionati dello spettacolo "Alì Bumaye!", le prossime repliche saranno:

29 ottobre, Radio Popolare, ore 21.00
4 novembre, Teatro Tivoli, Bologna, ore 21.00
6 Dicembre, Arci Bellezza, Milano, ore 21.00

Per chi non lo conoscesse:

ALI' BUMAYE!
testo di Paolo Trotti e Rufin Doh
regia di Paolo Trotti

Prima nazionale: Piccolo Teatro Studio - Milano
Spettacolo vincitore festival “ Odissea” - Piccolo Parallelo


con Pegas Ekamba



Kinshasa (Zaire) 30 ottobre 1974. Mohamed Alì sale sul ring a combattere per il titolo di campione del mondo dei pesi massimi, circondato da 100.000 persone in delirio, per riprendersi il titolo che non aveva mai perso sul ring ma che gli era stato negato dalla politica.
Abidjan (Costa d’Avorio) 30 ottobre 1974, Rufin bambino si sistema, con tutta la sua famiglia, davanti ad un televisore per assistere al combattimento dell’Eroe che per una notte ha unito l’Africa intera.
Siamo partiti così, da questa compresenza in Africa dell’attore allora bambino e di Mohamed Alì, e attraverso conversazioni e ricerche abbiamo intrecciato il filo, lieve, dei ricordi, tenendoci sempre in bilico tra la realtà del ring e il desiderio di un continente che aveva appena riconquistato la sua indipendenza.

guarda la Demo

MANIFESTO DI LINGUAGGICREATIVI

Ecco ciò in cui crediamo:


“Leggi Poe, Hawtorne, leggi Auster e non Philip Roth. Leggi Houellebecq e anche Celestini, anzi lui vallo a sentire, leggi Blake, Marlowe, Canetti e Grossman e poi leggi anche Hoffmann e Lovecraft, leggi Dante, ma solo l’inferno perché il resto è veramente noioso; e poi leggi Hopper perché anche i quadri si leggono, leggi Moore perché anche i sassi ti parlano. Leggi poi Pasolini, che Word corregge in Pisolini, ma solo i suoi primi film e un po’ di teatro, e poi leggi Gaber, leggi Hemingway ma non leggere Garcia, anzi leggilo se vuoi, ti sembrerà di averlo già letto. Leggi Kant, Koltes e Kierkegaard. Leggi Carver e i racconti di Calvino. Leggi Rigoni Stern e Kurosawa, leggi Sergio Leone, leggi Evangelisti, ma poi leggi Asimov e leggi Dick. Leggi Joseph Roth. Leggi Schifano e poi Spielberg uno si e uno no. Woody Allen leggilo tutto d’un fiato. Leggi il Merlot e non il Sangiovese che inacidisce. Leggi gli alberi del tuo quartiere, conoscili uno a uno, e leggi le foglie morte. Leggi Baudelaire e Van Gogh. Ma poi leggi Tavernier e leggi Lou Reed. Leggi Maradona e anche Pelé. Alì e non Foreman. Leggi Strehler e leggi Vassalli. Leggi l’amore in ogni parola. Leggi Gli Swartz e leggi Jannacci. Leggi David Bowie e gli Stooges. Leggi il Virus e non il Leoncavallo. Leggi Avoledo. Leggi Marquez ma fino all’amore ai tempi del colera e Bjoi Casares. Leggi Borg, Beker, Lendl. Leggi Franco Baresi e Franco Battiato. Leggi Spike Lee, Onagro e leggi il giornale. Ma uno vero. Non quelli che danno gratis. Leggi il giornale e sceglilo. Scegli dove stare anche se non c’è più nessuna parte. Leggi Bocuse e leggi Aimo e Nadia. Ma poi protesta perché il cibo è vita e tre ravioli non possono costare venti euro. E allora leggi Oldani. Un eroe popolare come Zorro. Leggi il Tiertgarden e non il Green Park. Il punk e la disco. Leggi le gru che costruiscono le case e leggi Kafka, Moskoskaja e Fois Grass. Leggi tutto quello che ti pare e fatti una tua idea che è cosa rara. Non inchinarti a quelli che ti vendono come grandi ma cerca da solo i tuoi Dei. E poi sii pronto a ucciderli. Leggi il pensiero e non dire che lo sai leggere. Sarà il nostro segreto. Leggi queste mie mani massacrate e tirane fuori la vita. Leggi il mondo. Leggilo bene. Queste sono le uniche parole che riesco a dirti.”